
Displasia dell'Anca
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La displasia dell’anca o displasia coxofemorale, è una patologia ereditaria che colpisce soprattutto i cani di razza e di grossa taglia e la cui conseguenza principale è quella di provocare, nella maggior parte dei casi e a più o meno breve scadenza, la comparsa di artrosi. I disturbi locomotori sono incostanti e non hanno rapporto con il grado di displasia o di artrosi visibili a livello radiografico.La displasia coxofemorale è caratterizzata da un’ereditarietà di tipo poligenico con una forte influenza di fattori ambientali, come ad esempio l’alimentazione, sull’espressione individuale.Si tratta di una patologia ereditaria ma non congenita il che significa che il cucciolo displasico nasce comunque con l’anca che sembra sana. Le anomalie dovute alla displasia si possono comunque osservare molto precocemente; e più precocemente è fatta la diagnosi meglio si può intervenire per limitare i danni della patologia!Da quanto detto finora possiamo perciò renderci conto di quali siano i fattori da tener sotto controllo per la displasia dell’anca:
- -Fattori genetici: data l’ereditarietà della patologia è sempre bene non accoppiare tra loro cani affetti da displasia. Bisogna tener presente che vi sono diversi gradi di gravità della displasia che vanno (utilizzando la nomenclatura presente sulle lastre ufficiali) dalla B (A ovviamente indica anche perfette) dove abbiamo un’articolazione quasi normale alla E in cui invece siamo in presenza di una displasia grave!Il limite che generalmente si da per gli accoppiamenti è quello dell’utilizzo di soggetti C.Oltre alla conoscenza dei risulati dei genitori sarebbe utile sapere la situazione di quanti più antenati e fratelli possibili!
- -Alimentazione: anche questa insieme alla genetica gioca un ruolo importantissimo nello sviluppo dell’articolazione del cucciolo. Vanno tenuti sotto controllo i valori di Calcio, di Fosforo (e soprattutto anche il rapporto tra questi due elementi)vitamina C, il contenuto in grassi e proteine.Vista l’importanza dell’alimentazione si sconsiglia l’utilizzo di mangime di scarsa qualità e anche l’alimentazione casalinga in quanto riuscire a cucinare un pasto con i giusti dosaggi e rapporti nutrizionali è molto difficile. Bisogna stare attenti che la crescita del cucciolo che non avvenga troppo velocemente e che non aumenti troppo di peso.Meglio un cucciolo magro che soprappeso e questo perché un peso eccessivo sforzerebbe troppo le articolazioni rischiando di danneggiarle!Spesso si consiglia l’utilizzo di condroprotettori in fase di crescita, l’effetto positivo di questi non è stato provato scientificamente però è certo che male non fanno.
- -Altri fattori: qui si potrebbe mettere un po’ di tutto ma soffermiamoci in particolare sui movimenti. Soprattutto finchè il cane è in fase di sviluppo dobbiamo stare attenti ai movimenti che fa.Meglio evitare di fargli fare lunghe rampe di scale, lunghissime corse sfrenate, salti e giochi troppo irruenti con persone e altri cani.Questo ovviamente non vuol dire assolutamente di rinchiudere il cucciolo sotto una campana di vetro in quanto dobbiamo in ogni caso permettergli di sviluppare la sua muscolatura.
Veniamo ora alla diagnosi di displasia.
Generalmente viene consigliato al proprietario di un cane soggetto a displasia di eseguire la prima visita ortopedica preventiva all’età di 6 mesi; a quest’età il cucciolo ha in gran parte terminato la crescita ossea e il veterinario può già farsi un’idea abbastanza precisa della situazione in cui si trova il cane.Lo sviluppo di nuove tecniche radiografiche atte ad evidenziare l’iperlassità articolare permette di diagnosticare la displasia in maniera più precoce già all’età di 4 mesi.Il secondo controllo per la displasia si effettua a crescita avvenuta e in genere dai 12 mesi in poi si può già parlare di lastre definitive.
Per valutare al meglio l’anca del cane è necessario correlare i rilievi clinici ai dati radiografici.Per questi esami è bene rivolgersi al proprio veterinario di fiducia e possibilmente ad un valido ortopedico!
Prima di eseguire l’esame radiografico è bene eseguire un attento esame clinico.Il cane viene esaminato al passo, al trotto e durante la corsa per valutare l’allineamento degli arti, la lunghezza del passo e i movimenti su piano sagittale. Col cane in stazione il veterinario esegue lentamente la flesso-estensione dell’anca, e un’abduzione ed extrarotazione sempre dell’anca per vedere se l’animale prova dolore o meno eseguendo tali movimenti.La presenza di dolore indica che vi è un’infiammazione della capsula articolare.Dopo aver eseguito questi esami il cane viene anestetizzato per poter eseguire anche gli esami radiografici. Con l’animale anestetizzato il veterinario esegue inoltre la palpazione dell’articolazione dell’anca per valutarne l’integrità e per valutare l’eventuale presenza di lassità articolare (la lassità articolare è il primo sintomo di displasia).
Lo studio radiografico di può eseguire in 6 proiezioni differenti: ventro-dorsale (è la posizione classica), laterale, DAR, a rana, ventro-dorsale con compressione e ventro-dorsale con distrazione. Con l’esame radiografico si analizzano l’interlinea articolare, la testa del femore, l’acetabolo e la copertura della testa del femore;vengono effettuate misurazioni coxometriche.
L’eventuale diagnosi di displasia mette di fronte veterinario e proprietario del cane alla scelta del giusto trattamento da eseguire.Lo scopo del trattamento della displasia coxofemorale è quello di offrire all’animale una qualità di vita soddisfacente. Il trattamento conservativo consiste nel limitare l’esercizio e limitare il sovraccarico; effettuare una fisioterapia tale da potenziare la muscolatura senza però appesantire l'articolazione. Può essere associato ad un trattamento medico atto a modificare l’evoluzione dell’artrosi. Tuttavia il trattamento chirurgico costituisce la terapia d’elezione della displasia soprattutto se ci si trova di fronte a cani sintomatici o con patologia molto grave. La sinfisiodesi è una tecnica che dà risultati eccellenti in cuccioli d’età compresa tra i 3 e i 5 mesi massimo; l’efficacia di tale tecnica diminuisce drasticamente con l’aumentare dell’età. La triplice osteotomia pelvica può essere effettuata su cuccioli di età compresa tra i 5 e i 10 mesi che però non siano effetti da artrosi.
Parlando di queste due tecniche ci si può rendere conto di quanto una diagnosi precoce sia indispensabile per permettere al veterinario di intervenire precocemente utilizzando tecniche il meno invasive possibile (in particolare la sinfisiodesi) e riducendo anche i possibili danni dovuti alla displasia. Altre tecniche chirurgiche sono: osteotomia del femore,protesi totale dell’anca, resezione testa-collo femorale e denervazione dell’anca. L’eventuale tecnica da eseguire verrà prescelta dal veterinario in base alla situazione in cui si trova il soggetto. E’ quasi inutile sottolineare come sia indispensabile non utilizzare il soggetto sottoposto a trattamento chirurgico per la displasia come riproduttore.