L'attivazione mentale in Canile

 

 

Per circa due anni ho avuto la possibilità di lavorare con l'attivazione mentale con i cani del canile. Il lavoro che ho svolto, grazie soprattutto all'appoggio dell'ENPA di Vicenza, dei responsabili e dei volontari del canile di Gogna, si è suddiviso su 20 cani (2 gruppi di 10 cani ciascuno)di età, sesso e razze diverse; ciò che accomunava tutti loro era l'abbandono e la situazione di forte stress in cui vivevano ogni giorno. Tutti loro esternavano lo stress con comportamenti tipici quali l'abbaio incessante, il correre e salatare continuamente all'interno del box e lungo le recinzioni, l'incapacità di riposare e tranquillizzarsi. Il lavoro si è svolto con sedute settimanali all'aperto in parchi recintati adibiti allo svago dei cani. Prima di iniziare ho fatto conoscenza dei cani che si sono dimostrati per la maggior parte socevoli e curiosi di ciò che proponevo loro, alcuni erano disinteressati e intenti solo a guardare e tener d'occhio tutto ciò che accadeva nel canile in quel momento mentre altri si sono dimostrati timidi e timorosi nei confronti dell'estraneo che vedevano in me in quel momento.

 

Ecco l'articolo uscito sul giornale dopo pochi mesi dall'inizio del lavoro con il primo gruppo di cani:

 

 

 

Il problema maggiore da superare, all'inizio, è stato l'interessare i cani al lavoro da svolgere tanto da dimenticare momentaneamente tutti gli stimoli che giungevano loro dal resto del canile. Inizialmente è stato difficile non "far sentire" o "vedere" al cane impegnato con i giochi gli altri cani che passavano abbaiando o correndo vicino a loro lungo le recinzioni... un po' alla volta però tutti loro iniziavano a provare sempre più interesse sia verso il lavoro che, e soprattutto, verso la collaborazione con me che gli proponevo il gioco. Per tutti loro quelle sedute di gioco erano dei momenti di condivisione con me e con i volontari che mi aiutavano e durante quel periodo gli stress ambientali venivano superati e messi da parte. Su tutti loro ho avuto la possibilità di notare che i comportamenti dettati dallo stress quali l'abbaiare ossessivo, il saltare sulle recinzioni, il girare all'infinito nei box, il girare in tondo come per prendersi la coda, ecc.. andavano via via diminuendo dopo le sedute di lavoro e, durante il lavoro riuscivano non solo ad essere attenti e concentrati ma riuscivano anche a restare seduti tranquilli in attesa dell'inizio del "lavoro" o del cambio di gioco. Gli effetti benefici dell'attivazione mentale quindi ci sono stati e sono risultati decisamente tangibili e concreti. Quattro dei cani con cui ho lavorato sono stati adottati in breve tempo.

Purtroppo posso però dire che se il lavoro non continua (non necessariamente il lavoro di attivazione mentale... ciò di cui i cani del canile hanno necessità è la possibilità di relazionarsi e condividere del tempo "diverso" con qualcuno che dimostri loro che non sono sconosciuti e dimenticati) loro ricominciano a manifestare tutti i comportamenti dettati dallo stress che avevano prima di iniziare il lavoro. A questo punto credo che una riflessione sia d'obbligo: è meglio iniziare attività con i cani del canile, che implichino una relazione tra il cane ed il conduttore, solo se si può mentenere, in un modo o nell'altro, quelsto lavoro, e non solo per un periodo limitato, in modo da non deludere ulteriormente quei cani che già tanto sono stati delusi dall'uomo in passato.

 

 

 

Ed ora ecco alcuni video realizzati al canile: